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Dal sito del Centro internazionale di Scienze Semiotiche dell'Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo". Pubblicato online il 20 giugno 2014.
semiotica.uniurb.it/?page_id=953

Il discorso filmico: ricerche semiotiche (CiSS, Urbino, 1966-1987) (2014)

Il CiSS dell'Università di Urbino ha scelto come suo logo una quercia che congiunge rami e radici. Un'impresa - in senso araldico - che addita un progetto: ricollegare una storia disciplinare - l'attività quarantennale del Centro internazionale di Semiotica e Linguistica e l'attualità della ricerca nelle discipline della significazione.
All'occasione del 50 anniversario della Mostra Internazionale del Nuovo Cinema, con cui ha spesso collaborato, il CiSS pubblica on line alcuni testi di semiotica filmica che appartengono alla sua ricca memoria. Una scelta - dal 1966 al 1987 - che coincide con gli inizi e gli sviluppi dell'attuale Filmfest pesarese. In particolare, quando nel '66 e '67, uscendo dagli schemi dello “specifico” e del modello storico-letterario, la Mostra si aprì alla riflessione sui diversi sistemi di segni, marcata allora dall'episteme strutturalista (da Metz a Eco a Pasolini)*.
I testi, offerti a nuova vita digitale, sono contributi all'analisi descrittiva di film, proposte di metodo e riflessione teoriche: sull'enunciato filmico - sintassi sequenziale e narrativa e sull'enunciazione - punti di vista, (inter-)soggettività, inconscio.
  • L. Goldman, Le Mépris di J.L. Godard, in Le due avanguardie, a cura di P. Fabbri, Argalia, Urbino 1966, pagg. 101-106.
  • M.-C. Ropars, Analyse d'une séquence: remarques sur le fonctionnement de l'écriture dans un texte filmique (18-19/F, 1972).
  • S. Chatman, Cinematic Discourse: The Semiotics of Narrative Voice and Point of View in "Citizen Kane" (69/F, 1977).
  • P. Sorlin, Cinema and Unconscious: A New Field for Historical Research? (112/F, 1982).
  • F. Casetti, A tu per tu. Il film e il suo spettatore (123-124/F, 1983).
  • M. Colin, Structures syntaxiques du message filmique (126-127/F, 1983).
  • J. Fontanille, Point de vue et subjectivité au cinéma (167-168-169/F, 1987).
L'intento non è solo quello di collocare dei Precedenti (1), ma di cogliere delle rilevanze e prospettare dei Predecessori (2) per una disciplina che continua ad un incrocio e uno snodo essere per il discorso filmico.

1. Precedenti
Tra le attività, da sottolineare agli albori della semiotica del cinema i molti interventi e colloqui - con la presenza assidua di Ch. Metz e F. Casetti e l'assenza di R. Barthes, più interessato al fotogramma che al film - in una temperie di tensioni politiche e culturali.

1968
24 - 30 luglio:
2° Seminario internazionale Le strutture narrative
Direzione: A.J. Greimas (EPHE, Parigi) - Tzvetan Todorov (Parigi)
Relazioni: Christian Metz (EPHE, Parigi) Film et récit.

1969
1 - 15 settembre:
3° Seminario internazionale La semiotica e l'analisi struturale In collaborazione con il Laboratoire d'Anthropologie Sociale di Parigi
Direzione: A.J. Greimas (EPHE, Parigi)
Relazioni: Christian Metz (EPHE, Parigi) Cinéma et film / Ph. Minguet (Liegi) Le récit par l'image / Marie Claire Ropars (Vincennes) Fonctions du montage dans le récit cin ématographique / H. Trinon (INSAS, Bruxelles) Point de vue dans le roman et au cinéma.

1971
25 - 31 luglio:
Simposio di semiotiche audiovisive / Symposium sur les sémiotiques audio-visuelles
Direzione: R. Lindekens (Bruxelles) / Christian Metz (EHESS, Paris)
Relazioni: Gianfranco Bettetini - Francesco Casetti - Alberto Farassino (Milano) Per un discorso sul colore nel cinema e nei film: le pertinenze
Hanno partecipato alle discussioni: Claude Chabrol (Parigi I) - Paolo Fabbri (Urbino) - A.J. Greimas (EPHE, Parigi) - Eric Landowski (Parigi III).

1975
Seminari novembre 1974:
Christian Metz (Parigi) Le signifiant filmique.

1976
9 - 23 luglio:
Il testo filmico: problemi di teoria e d'analisi
Direzione: Christian Metz (Parigi) / M.Cl. Ropars (Parigi) / L. Micciché (Roma)
Relazioni: - Alberto Abruzzese (Napoli) - G. Fabre (Roma) - Beniamino Placido (Roma) Proposta di lettura inter-disciplinare di testi cinematografici americani degli anni '10 - '20 / - Alberto Abruzzese (Napoli) Alcune indicazioni di lavoro sul rapporto lavoro astratto - lavoro concreto nei processi di produzione culturale (a proposito dell'industria culturale americana hollywoodiana (C-A) / - Gianfranco Bettettini (Milano) Il tempo nel cinema / - Gian Paolo Brunetta (Padova) Codificazione letteraria e codificazione pittorica in "Partie de Campagne" di Jean Renoir / - Francesco Casetti (Milano) I generi al cinema / - Alberto Farassino (Milano) Semiologia - filmologia - mediologia / - Maurizio Grande (Roma) I codici connotativi nelle analisi del film / - L.H. Hoek (Amsterdam) Eléments épars pour servir à l'analyse d'un texte filmique ("Deux ou trois choses que je sais d'elle" de J.L. Godard) / - M. Lagny (Nancy) - M. Marie (Parigi) - Marie Claire Ropars (Parigi) - Pierre Sorlin (Parigi) Présentation d'un séminaire de recherche inter-disciplinaire sur le texte filmique: état des questions et des travaux / - René Lindekens (Montréal) Description filmique et science du discours: éléments pour une analyse de la spécificité filmique / - A. Nysenholc (Bruxelles) Métonymie, synecdoque et métaphore dans les films de Chaplin / - Roger Odin (Saint-Etienne) Quelques réflexions sur le son au cinéma: statut et 1976fonctionnement / - Boris Ogibenin (Parigi) Les signes au cinéma: quelques analyses de l'Ecole de Tartu / - Jean Paul Simon (Parigi) Le sujet de l'énonciation cinématographique.
Hanno partecipato alle discussioni: P. Madsen (Copenhagen) / Lino Miccichè (Siena) / Seymour Chatman (Berkeley) / Marcel Vernet (Parigi) / P. Schofer (Madison).

1982
16 - 18 luglio:
Cinema: lo stato della teoria In collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema
Coordinatore: Francesco Casetti (Milano)
Relazioni: Jacques Aumont (Lione) Points de vue / E. Bruno (Firenze) - R. Rosetti (Roma) Un attraversamento e una proposta / M. Colin (Parigi III) La sémiologie du cinéma comme théorie explicative / Maurizio Grande (Cosenza) Il cinema e la teoria / F. Jost (Parigi) Pertinence narratologique et pertinence sémiologique / Karl D. Möller (Münster) Film Theory: Some metatheoretical Remarks / Marie - Claire Ropars (Parigi) Le cinéma comme opérateur théorique / Jean Paul Simon (Parigi) La théorie du cinéma en France. Bilan de la Recherche sur le cinéma depuis 1962 / Lino Miccichè (Siena) Conclusione e chiusura dei lavori.

Seminari 12 - 31 luglio:
Francesco Casetti (Milano) / Karl-Dieter Möller (Münster) / Roger Odin (Parigi) L'enunciazione cinematografica.

1983
15 - 17 luglio:
Estetica della serialità / Esthétique de la sérialité / Aesthetics of Seriality In collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema Coordinatore: Francesco Casetti (Milano)
Relazioni: Umberto Eco (Bologna) La "serialità": tipi e generi / Seymour Chatman (Berkeley) M.A.S.H.: A case of ideological dilution / G. Tinazzi (Padova) La copia originale (serialità e invenzione) / J. Aumont (Lyon II) Tempo filmico e tempo "seriale" / Omar Calabrese (Bologna) La ripetitività e la serializzazione nel cinema e nella televisione.

18 - 20 luglio:
L'analisi filmica (il cinema italiano e italo-americano)
Direzione: Seymour Chatman (Berkeley) / M.Silverman (Providence)
Relazioni: P. Biskin (Washington) The ideology of ethnicity in Italian - American films of the 70s / L. Braudy (Baltimore) The Sacrements of Genre / B.Houston (University of Southern Carolina) "King of Comedy": A crisis of substitution / T. Elsaesser (University of East Anglia) Rossellini and figuration / P. Wollen (London) Belief Worlds / N. Browne (Los Angeles) American film form and social functions: The Bank of America and Capra's democratic vistas / R. Burgoyne (New York) Villains / B. Kawin (Boulder) Coppola, Stallone, and Sequels / M.P. Kelly (Santa Monica) presents Images of Redemption in Scorsese (short film) / P.Mellencamp (Milwaukee) Matching Action in "Raging Bull" / N. Green (Santa Barbara) The operatics of nostalgia: History, melodrama and myth in Visconti, Cimino, and Coppola / K. Silverman (Brown University) Authorial objectiviy in the films of Liliana Cavani.

1985
2 - 14 luglio:
Il luogo dello spettacolo In collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro
Coordinatore: Francesco Casetti (Milano)
Relazioni: D. Andrew (Iowa) Theatrical space and private space / R. Bellour (Parigi) L'hypnose - cinéma / G.P. Brunetta (Padova) Il vaso di Pandora. Dal "mondo nuovo" allo spettatore visionario / Omar Calabrese (Dams, Bologna) Geografia dell'immaginario / C. Molinari (Roma) L'evoluzione dello spazio teatrale / Pierre Sorlin (Parigi) Ferme la télévision quand tu rentres.
Tavola rotonda con Alberto Abruzzese, E. Bruno, G. Fink, Roger Odin.

1986
11 - 14 luglio:
I luoghi dello spettacolo In collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro - VI° Convegno Internazionale di Studi sul Cinema e gli Audiovisivi
Coordinatore: Francesco Casetti (Milano)
Relazioni: J. Aumont (Parigi) Vedere un film / L. Albano (Roma) Il cinema prima del cinema: luoghi fantastici e pratiche reali / F. Cruciani (Roma) Dallo spazio del teatro allo spazio della rappresentazione / A. Costa - S. Salvagnini La nascita della sala cinematografica / L. Quaresima (Roma) La sala cinematografica negli anni '30: l'esempio tedesco / L.Cuccu (Urbino) Il film in TV / E. Bruno (Roma) Il luogo azzerato / E. De Kuiper (Antwerpen) L'impossile escapisme / M. Vogliazzo (Roma) Il cinema e la spettacolarità urbana / G. Bechelloni (Napoli) La spettacolarità quotidiana / M. Perniola (Roma) Lo spettatore-cosa.

1987
10 - 12 luglio:
La narrazione a venire / La narration à venir / The narrative to come In collaborazione con la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema e gli Audiovisivi
Coordinatore: Francesco Casetti (Milano)
Relazioni: G. Tinazzi (Padova) I percorsi dell'ambiguità / N. Browne Studi narratologici tra formalismo e postmodernismo / J.T alens (Valencia) Il soggetto vuoto con interventi di A.J. Cohen (San Diego) e P. Pavis (Parigi) / Guido Fink (Bologna) "Dino è scappato": instabilità del racconto cinematografico / J. Urrutia (Siviglia) Romanzo e cinema d'oggi: lo stile perduto / G. De Vincenti (Milano) La passione del racconto / G. Barlozzetti Salotti e piratate: il racconto post - seriale / Interventi di Vincenzo Cerami, C. Maselli, Lino Miccichè, P. Rosa.
Discussione generale introdotta da Gianfranco Bettetini (Torino), S. Ferrone e G. Nowell-Smith.

2. Predecessori
"Non dico niente del cinema" così A. Zanzotto - poeta e collaboratore di F. Fellini - intitolava un suo componimento "cinematografico". Per il CiSS invece vale la pena di considerare i suoi precedenti come predecessori dei programmi attuali di ricerca. Ci permettono inoltre di prendere le distanze dalla vulgata che presenta una semiotica standardizzata a cui si dovrebbero feconde infedeltà. Esemplifichiamole rapidamente. A partire dagli anni '80 la conoscenza del cinema sarebbe "post semiotica" per il suo (1) Oggetto; per il suo (2) Metodo; per la sua (3) Teoria.

1. Il fenomeno filmico andrebbe compreso nella sua estensione mediatica, neo-tecnologica (v. ad es. i mash-up e i remix), includendo le attività della video arte come quella dei videogiochi: è il post-cinema.
2. I metodi strutturali di semantica testuale sarebbero tralasciati (post-testualismo radicale o moderato) a profitto di (i) un paradigma cognitivo sensibile alla dimensione fenomenologica e metapsicologica della soggettività (experiential turn), che accentua l'aspetto somatico e neurale (neurostetico); e di (ii) un approccio (semio-)pragmatico che include il contesto comunicativo e culturale nei corpora filmici in esame.
3. Infine, la film theory volgerebbe le spalle alla modellistica "standard"; cioè un organon applicativo di massime pratiche, scarsamente euristico e sprovvisto di fondazione filosofica. E si orienta verso un piano logico - epistemologico - v. il mantra peirciano: "indice, icona, simbolo" - o ermeneutico e culturale, a cui spetterebbe il compito di rinnovare il perduto impegno critico e testimoniale che aveva contraddistinto la proto- (barthesiana e brechtiana) semiologia.
Il riscontro dei predecessori offerto dal CiSS, permette invece di ripensare con l'ottimismo della memoria queste divergenze; di non bersagliare ambulanze e di screpolare qualche luogo comune (non di sgretolarlo: il contrario dei luoghi comuni sono altro luoghi comuni).

1. L'approccio semiotico, programmaticamente top-down, consiglia di partire dalla Filosofia. Per rammentare il fondamento hjelmsleviano della "semiotica pura" di G. Deleuze (Milles Plateaux, 1980) e l'applicazione creativa della tipologia di Pierce - oltre la stampante in 3D! - per "una classificazione delle immagini e dei segni" (Image-mouvement, 1983 e Image - temps, 1985). Nonché la rivitalizzazione filmica del concetto di discorso libero indiretto, presente nella (mal esplorata) semiotica di P.P.P. Pasolini.
Per Deleuze "il funzionamento del pensiero è il vero soggetto che ci conduce alle immagini". Nel divenire riflessivo di cinema e filosofia, il film proferisce nella propria lingua concetti teorici originali: come quello di un tempo fatto di differenze reciprocamente sostituibili, senza centro o polo unitario (A. Resnais). È una via difficile da perseguire e proseguire, al di là delle tante applicazioni sub-filosofiche e ma anche di contributi seri - come quello di S. Clavell - limitati ad alcuni generi cinematografici (melodramma, commedia, ecc.). È il caso ci sembra della ricerca filosofica di J. Rancière che riconosce le difficoltà d'una definizione ontologica del "filmico" e l' impossibilità di render conto, con un'unica concettualizzazione, della sua molteplicità assiologica, semantica ed espressiva. Il filosofo propone allora di sostituire alla film theory una "favola cinematografica" e il concetto di immagine "pensosa". Nozione critica dell'aura benjaminiana e delle opposizioni "retoriche" di Barthes (studium vs punctum), ma definita positivamente per la presenza latente e le emergenze di senso dei regimi plurali di espressione - che noi diremmo semiotici, v. ad l'interferenza del suono, rumore, voce e della musica sull'immagine, ecc.
2. Per quanto riguarda la nuova attenzione (i) pragmatica al contesto - opposta alla bestia nera della testualità - è opportuno ricordare - nel cinema come in ogni analisi discorsiva - la distinzione tra testi empiricamente dati e la costruzione di corpora rilevanti per la ricerca. Il corpus-oggetto infatti è comprensivo della "co-testualità" estradiegetica richiesta dall'analisi. Il persistente equivoco è dovuto all'immagine apriori di una testualità indipendente dalle istanze di enunciazione - e dalla sua "indessicalità" - e definita tautologicamente dalle condizioni di produzione o di riconoscimento (Benveniste).
Quanto agli aspetti (ii) esperienziali, va ricordato che nella semiotica di osservanza saussuriana confluisce una vena fenomenologica (v. Merleau-Ponty) che ha saputo alternare la costruzione di sistemi e le condizioni pre-semiotiche della significazione. Nello studio dell'affettività e delle passioni la presenza costitutiva del corpo sensibile è al centro della preoccupazione che, già negli anni '80, ha permesso lo sviluppo della semiotica cd. tensiva (Greimas).
Il discorso filmico, per il suo originale modo di esistenza, presenta caratteri di riproduzione mimetica e di eccedenza immaginaria: quindi è esposto al rischio permanente del banale realismo e del fantastico sfrenato. Gli studi cognitivi a vocazione naturalistica, oltre a sottacere "l'eccedenza" implicata in ogni immagine dal gioco plurale dei punti di vista, rischiano di separare base biologica - condizione necessaria - e quella culturale - condizione sufficiente - riproducendo la temuta biforcazione cartesiana tra corpo e mente. Nel coacervo disciplinare degli studi cognitivi, la neuroestetica, applicata sperimentalmente al cinema espanso dell'arte contemporanea, risulta ingenuamente sprovvista di criteri di poetica ed esposta al rischio di forclusione e di elisione del senso. Ben più pregnante ci sembra la semiotica cinematografica lotmaniana per cui la complessità testuale è un dispositivo poetico produttore di conoscenza futura.
3. Infine l'inscrizione del film nella semiosfera dei media studies, oltre il proto-modello letterario e linguistico, era un'esigenza che la semiotica italiana (v. G. Bettettini) ha fatto valere fin dall'inizio del suo percorso, a partire dalla constatazione socio-semiotica del mutato ruolo culturale del cinema nella sfera immersiva e partecipativa dei nuovi media. Restano da trarre, per la semiotica, le insospettate implicazioni di un paradigma dove il software è assurto alla "Forma Simbolica" che aveva un tempo la Prospettiva.

Post-scriptum
L'etichetta "post-semiotica", sembra negativa e residuale - ricomprende tutto quel che non è semiotico! Ma poiché i prefissi instaurano rapporti, l'usurata particella "post-" può essere tanto esatta quanto inadeguata nel dire qualche cosa di sensato sul senso del discorso filmico. Inadeguata poiché non denota la sola successione temporale; esatta invece se segna un ripensamento delle condizioni costitutive della disciplina - come voleva J. F. Lyotard per il post-moderno "acinema". Anche se tutto a un fine - anche i sequel - ritengo che la semiotica filmica vada ripresa per filo discorsivo e per segno plurale sui diversi piani di immanenza e nelle articolazioni enunciative ed enunciazionali. Restare al segno. Condizione sine qua non per attutire le geremiadi sulla (resistibile) fine dell'attività critica - è ormai più facile trovare opere che non critici! - sprovvista di modelli descrittivi all'altezza delle pretese speculative. E per ritrovare in un mondo di simulacri - dove ogni immediatezza (in diretta) è già mediazione e il (tele)presente è già imperfetto - il valore, l'effetto di senso d'una testimonianza superstite.

Richiami
AA.VV., Semiotiche del Cinema, a cura di G. P. Caprettini e A. Valle, Mondadori, Roma, 2006 (accurato bilancio di R. Eugeni et. al., "Semiotica e cinema. Percorsi, nodi, deviazioni").
AA.VV., "Tensioni nel cinema", a cura di M. Deni e F. Montanari, Ocula, n. 9, dicembre 2008.
AA.VV., Sguardi incrociati, a cura di D. Chimenti, M. Coviello, F. Zucconi, Ed. Fondazione Ente dello Spettacolo, Roma, 2011.
J. Aumont, Matière d'images, redux, Éditions de la Différence, Paris, 2009.
P. Basso Fossali, Interpretazione tra mondi. Il pensiero figurale di David Lynch, ETS, Pisa, 2008.
R. Bellour, Le corps du cinéma. Hypnoses, émotions, animalités, P.O.L. Traffic, Paris, 2009.
F. Casetti, Eye of the Century: Film, Experience, Modernity, Columbia Univ. Press, New York, 2008.
N. Dusi, "Cinema e semiotica oggi", Segnocinema, n. 56, 2009.
R. Eugeni, Semiotica dei media. Le forme dell'esperienza, Carocci, Roma, 2010.
P. Fabbri, Fellinerie, Guaraldi ed., Rimini, 2011.
J. Fontanille, Soma et séma. Figures du corps, Maisonneuve, Paris, 2004.
J. Lotman, Y. Tsivian, Dialogo con lo schermo, Moretti e vitali, Bergamo 2001 (1994).
G. Marrone, La cura Ludovico, Einaudi, Torino, 2005.
J. Rancière, Le spectateur emancipé, La fabrique éditions, Paris, 2008.
J. Rancière, Les écarts du cinéma, La fabrique éditions, Paris, 2011.

Nota
  • Valentina Punturo, Cinema e Cinèma - La semiologia del cinema ai Convegni di Pesaro del '66 e del '67, Tesi di laurea, Università degli Studi di Palermo [2007-08] torna al rimando a questa nota
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