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Della natura nel pensiero greco e cinese

Aboca International Lectures on Nature and Human Ecology

Località Aboca 20
Sansepolcro
Arezzo

7 Novembre 2008, ore 16

François Jullien
Conduce i suoi studi prima presso l'Ecole normale superieure de la rue d'Ulm e poi presso le Università di Pechino e Shangai.
È stato Presidente del Collegio Internazionale di Filosofia fino al 1998. Attualmente insegna presso l'Università Paris 7 - Denis Diderot ed è Direttore dell'Institut de la Pensée Contemporaine.
Dalla filosofia generale al pensiero cinese, la sua ricerca mira a costruire un rapporto tra le culture allo scopo di scoprire nell'Estremo Oriente forme diverse di comprensione capaci di rimettere in discussione i partiti presi della razionalità occidentale.
Lontano da ogni forma di esotismo, l'”eteropia” cinese diventa l'angolo di osservazione privilegiato per rimettere in prospettiva la tradizione europea e contribuire ad una riconfigurazione del campo del pensabile.


Della natura nel pensiero greco e cinese
I Greci hanno concepito la natura come opposta al fare umano, incorrendo in una concezione della sua azione ad immagine di quella dell'uomo e quindi operante in funzione di un fine. I Cinesi, d'altra parte, non hanno sviluppato il concetto di natura perché non hanno pensato altro che questa: Cielo, Cielo-Terra, la “via”, tao, sponte sua; ed anche la condotta umana è vista come un corso di fronte al grande processo del mondo.
Anzi, la medesima efficacia strategica e la Storia sono state percepite secondo l'esempio della crescita di una pianta, e vengono considerate come una “trasformazione silenziosa”. Quest'ultima, a differenza dell'azione, è globale e la sua intelligenza si svolge nella durata, non si percepisce, ma se ne constano gli effetti. La formazione di una montagna, o l'invecchiamento di un individuo, o ancora il riscaldamento climatico non si chiariscono ugualmente a partire da quest'altra intelligenza?


DISCUSSANTS
Orlando Franceschelli
Filosofo, insegna presso l'Università La Sapienza di Roma Teoria dell'evoluzione e politica. Collabora a varie riviste ed è autore di molti libri, tra cui il recente "La natura dopo Darwin. Evoluzione e umana saggezza" (Roma 2007).

Paolo Fabbri
Insegna Semiotica e Semiotica dell'Arte, alla Facoltà di Arti e Design a Venezia, ove dirige il Laboratorio Internazionale di Semiotica. Ha scritto e tradotto libri ed articoli sui problemi del linguaggio e della comunicazione. Fa parte del comitato scientifico di numerose riviste ed istituzioni nazionali e internazionali.

Per informazioni e accrediti:
Barbara Trenti (segreteria organizzativa)
Tel. 0575 7461
Email: international@aboca.it
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