Paolo Fabbri semiotica online
Home page
Curriculum
Corsi
Attività
Saggi
Articoli
Testi e Collezioni
Interviste e Stampa
Traduzioni e Commenti
Contatti
Mappa del Sito
Valid HTML 4.01 Transitional Valid CSS Level 2

Tesina di Alice Rainis, Corso di Letteratura artistica, Anno Accademico 2004-2005.

I colori nell'Ebdòmero di Giorgio De Chirico

Verranno riportate qui di seguito delle tabelle relative al numero di volte in cui un dato colore compare nel testo; nella colonna di sinistra verrà quindi indicato il colore (e a cosa si riferisce), nella colonna di destra la pagina dell'Ebdòmero in cui si trova.

NERO (23)
Grande e nero gli ricordarono tutta una scena Pag. 16
Pesci neri Pag. 16
Sfondo nero della camera Pag. 23
Navi nere in mezzo al candore dei banchi di ghiaccio Pag. 26
Razza nera Pag. 26
Nera malinconia Pag. 28
Neri demoni Pag. 32
Cielo del color biancastro e lattiginoso che contrastava con la tinta quasi nera della riva Pag. 34
Veli neri (del cielo) Pag. 38
Nere nubi cariche d'elettricità Pag. 42
Lunghe file nere Pag. 47
Vele nere dei pirati Pag. 51
Pesci neri Pag. 56
Cassette nere simili a bare Pag. 68
Elefanti si profilavano neri Pag. 69
Neri scogli Pag. 73
Veli neri cielo nero Pag. 74
Lunghi tratti neri Pag. 80
Acque nere del golfo Pag. 88
Capelli neri inquadravano il pallore del volto Pag. 95
Montagna grande, nera Pag. 100
Sopracciglia nere Pag. 107
Uva nera Pag. 109


BIANCO (20)
Panciotti di tela bianca Pag. 18
Nuvole bianche Pag. 25
Città bianche Pag. 37
Cielo del color biancastro e lattiginoso che contrastava con la tinta quasi nera della riva Pag. 34
Lettere bianche Pag. 42
Templi severi, tutti bianchi sulle rocce sacre Pag. 42
Palestre intarsiate di rettangoli, quadrati, trapezi bianchi Pag. 45
Cigni di un candore immacolato Pag. 52
Folte sopracciglia bianche contrastavano col colore scuro del volto Pag. 52
Ali di piume bianche Pag. 57
Lettere fiammeggianti, luminose Pag. 58-59
Orsi bianchi Pag. 67
Palla bianca in cima al getto d'acqua Pag. 71
Fanciulli albini Pag. 75
Baffi bianchi Pag. 79
Vegliardo dalla barba bianca Pag. 80
Strada bianca che scendeva al porto Pag. 80
Domani di notti bianche Pag. 85
Camice bianco Pag. 88
Guerrieri bianchi con gli elmi d'oro Pag. 88
Cilindri di tela bianca Pag. 107
Paura del bianco Pag. 107
Corpetti bianchi Pag. 109


VERDE (8)
Torrente color smeraldo Pag. 19
Poggi verdeggianti Pag. 21
Persiane verdi Pag. 23
Onde verdi del prato Pag. 70
Alberi verdeggianti Pag. 72
Erbetta molto verde Pag. 72
Aiuole verdeggiano Pag. 108
Geografie ora grigie, ora verdi, ma sempre azzurre Pag. 116


AZZURRO (6)
Cielo blu Pag. 21
Stendardi color del cielo Pag. 88
Fiamme gialle e azzurrastre Pag. 76
Occhi azzurri Pag. 107
Cielo azzurro Pag. 108
Cielo azzurro Pag. 115
Geografie azzurre Pag. 115


ROSSO (13)
Giubbetto di velluto rosso Pag. 30
Venezia la rossa Pag. 30
Vino rosso Pag. 53
Mano rossa e unta Pag. 55
Velluto rosso Pag. 56
Rosso papavero Pag. 70
Giglio Rosso Pag. 71
Boe rosse Pag. 76
Cubo ricoperto di velluto rosso Pag. 86
Contadine rosse dall'emozione Pag. 89
Poltrona di velluto rosso Pag. 91
Facce rosse e sudanti Pag. 93
Vino rosso Pag. 105


ALTRI COLORI
(Nubi) tinte poi di rosa oscurità che sta avanzando Pag. 82
Tutto non era color rosa in quel paese Pag. 100
Guance leggermente rosa Pag. 73
Tingeva costantemente di rosa le statue Pag. 31
 
Colonne d'oro Pag. 69
Elmi d'oro e corazze d'argento Pag. 68
Lupe orrendamente dorate Pag. 43
Teiera d'argento Pag. 28
 
Clamide diventa colore del mosto Pag. 53
 
Scialli d'un giallo-arancione Pag. 105
Onde gialle del grano Pag. 70
Fiamme gialle-azzurrastre Pag. 76
 
Peli biondo cinerino Pag. 107
Baffi biondi Pag. 80
 
Veli grigi della Dea Umidità Pag. 105
 
Tinta grigio-violetta scendeva dal cielo Pag. 30
Eran ricoperti di veli viola Pag. 88
Nel cielo piccole nubi viola Pag. 82
 
Vino color d'ambra Pag. 93
 
Colore degli oggetti che la circondano sulla terra Pag. 111
 
Colore del terreno Pag. 111
 
Colore dell'ispirazione Pag. 114


PIÙ COLORI
Pesci di vari colori Pag. 52
Fagiani policromi Pag. 61
Semi oscurità stalla / bagliori d'acciaio Pag. 39
Onde policrome Pag. 70
Salse d'ogni colore Pag. 62
Ora grigie, ora verdi ma sempre azzurre Pag. 115


Facendo un semplice conteggio di quanti e quali colori De Chirico utilizza nell'Ebdòmero, ne emerge un uso che ruota attorno al rosso, verde, azzurro, bianco e nero. Questi sono i colori preponderanti ed è possibile stabilire una correlazione tra la loro presenza e il significato che attribuiscono a ciò a cui fanno riferimento.
Si può notare, infatti, come a ogni colore si possa assegnare un valore di "negatività" o di "positività", alcune volte evidentemente espressa, altre implicita.

Di seguito verranno presi in esame singolarmente i vari colori e la funzione che assumono nel testo rendendo evidente come la loro presenza risulti perfettamente funzionale e coerente al tessuto del discorso.
Verrà pertanto per ognuno riportata una tabella nelle cui caselle di sinistra sarà specificato il contesto in cui è presente la locuzione, in modo da poterle attribuire un senso positivo o negativo (o in taluni casi neutro poiché non direttamente associabile a nessuna connotazione di grado) nelle caselle di destra.

IL VERDE

Pensò allora a Basilea che rotola con una violenza di torrente i suoi flutti color smeraldo neutro
Paesaggio primaverile d'una poesia e d'una tranquillità stupefacenti: poggi verdeggianti e teneri positivo
La sua casa, dalle persiane verdi, sorrideva in mezzo ai giardini positivo
Ci si potrebbe imbarcare, partire sulle ode gialle del grano maturo o su quelle verdi dell'erba tenera positivo
Sulle alture soleggiate alberi verdeggianti si scaglionavano positivo
Le radure erano coperte di un'erbetta molto tenera e molto verde ove i fanciulli giocavano cacciando strilli giocondi positivo
Gli alberi facevano un dolce brusio. Le aiuole verdeggiano. I fiori dei giardinetti [...] esalavano i loro profumi positivo
Monotona sinfonia dei grigi, dei grigi verdi, dei grifi ocra, dei verdi ocra neuro


È evidente come questo colore venga costantemente associato da De Chirico a descrizioni di luoghi, per lo più naturali, in termini positivi che rimandano a una visione serena e gioiosa.

L'AZZURRO

Il cielo era blu, come un pezzo di carta teso; non vi era una parte più chiara all'orizzonte; blu dappertutto; un vero soffitto disteso sulla città. In quei giorni di suprema ebrezza [...] positivo
[...] nel mondo finalmente pacificato avrebbero rigenerato l'umanità all'ombra dei loro stendardi color del cielo. positivo
Il cratere di un vulcano cominciò a vomitare tubini di fumo e corte fiamme gialle e azzurrastre. negativo
I suoi occhi azzurri e dolcissimi si accendevano di una luce ineffabile positivo
Le case sorridevano calme e civettuole nel loro candore. L'aria era tepida, il cielo era azzurro come il mare che si vedeva luccicare in fondo ai lunghi viali positivo
Feste nelle borgate benedette sotto il grande cielo azzurro! positivo
Tristezza delle geografie, ora grigie, ora verdi, ma sempre azzurre là ove si aprono i laghi e si stendono i vasti mari! positivo


L'azzurro (e il blu) viene associato per lo più al cielo (tanto che si parla anche di "color del cielo") e al mare e in questi termini assume connotazioni positive; i due enti perfettamente congruenti vengono sempre descritti come estesi, immanenti, vasti e comunque intrisi di una serenità e di una pacatezza che però, a volte, viene ribaltata completamente in altre parti del romanzo; infatti De Chirico utilizza correntemente questi due termini, o loro derivati, ("la traversata di quel lago immenso come un oceano, ove a volte scoppiavano orribili tempeste"1, "si trovava abbastanza lontano dal mare"2, "scendeva nel greto dei torrenti"3, "fumo nel cielo minaccioso"4, "il sole era alto in un cielo senza nubi"5, "città incantevole costruita come un anfiteatri intorno al lago"6 ecc.) anche attribuendone accezioni negative nel momento in cui vengono messi in relazione a termini di opposizione e di svantaggio (minaccia, tempesta, notte ecc.).
A tal proposito si vedrà come l'oscurità in genere (connotata in primis dal nero) rimandi sempre a immagini e situazioni negative, in contrasto con il chiarore simboleggiante la positività. Su quest'ultimo aspetto si ritornerà specificatamente nel momento in cui si analizzerà il bianco e le relazioni che questo colore intesse con le città del nord. È necessario anticipare, comunque, che le caratteristiche fisiche degli abitanti del nord raffiguranti valori positivi (poiché appunto derivanti dall'essere nati in tali città) si esprimono anche nel colore degli occhi, che appunto è chiaro, è azzurro.

IL ROSSO

Una giovane contadina molto bionda e molto bella, stretto il busto in un giubbetto di velluto rosso e con le braccia nude positivo
Bastone perso nei canali di Venezia la rossa neutro
Tovaglie macchiate di salsa e di vino rosso neutro (in contesto positivo)
Il locandiere assetato di lucro vi mostra con la sua mano rossa e unta il vasto panorama negativo
Elogio dei caffè che hanno i divani di velluto rosso positivo
Dietro le onde policrome di quel mare fiorito del rosso papavero e dalla casta margherita positivo
Giglio Rosso, quel signore che riguarda ridendo sotto i baffi, è sempre lui il demone tentatore negativo
Una linea di piccole boe dipinte in rosso vermiglione segnavano il limite oltre il quale la sonda non toccava più il fondo neutro (in contesto negativo)
[pietre inestimabili] poste sopra i zoccoli che consistevano in un cubo ricoperto di velluto rosso, esse brillavano in tutto il loro fulgore positivo
Le belle contadine rosse dall'emozione positivo
Seduto su una grande poltrona di velluto rosso, spariva ora anche lui quasi completamente nell'ombra e pensò con tristezza alla stupidità e all'egoismo di quell'uomo negativo
Mille bocche aperte in mezzo alle facce rosse e sudanti nell'ardore della calura meridiana negativo
Bevette dalla sua borraccia qualche sorso d'acqua misto vino rosso, pulì, empì ed accese con cura la sua pipa neutro


Per quanto riguarda il rosso più che in termini di positività e negatività, che com'è evidente si alternano sregolatamente, si può notare come il colore (di per sé energico e in qualche modo indipendente) serva per evidenziare ancora di più l'oggetto di cui si parla, attribuendogli una carica espressiva che accende l'immaginazione del lettore. Si noti, inoltre, come venga utilizzato ripetutamente nella descrizione dei tessuti e dei visi (conferendone così forza e vitalità).

BIANCO E NERO

Del bianco e del nero è utile fare un'analisi comparata considerato che costantemente si fondano e indicano un aspetto positivo (il primo) e negativo (il secondo) e che (secondo un apparente ossimoro) a unirli vi è un forte legame di contrasto. (A pagina 38: il "colore biancastro e lattiginoso che contrastava fortemente con la tinta scura e quasi nera della riva"; a pagina 52: "folte sopracciglia bianche che contrastavano con il colore scuro del loro volto"; a pagina 95: "i capelli neri inquadravano il volto di un pallore eburneo".)

In questo senso oltre che alla scontata proporzione

bianco : nero = positivo : negativo

si possono individuare altre relazioni tra i due colori sfruttando la stessa proprietà transitiva matematica per cui dal momento in cui il positivo in De Chirico è associato al nord (alle sue città, ai suoi paesaggi) e il sud al negativo si avrà

bianco : nero = nord : sud

Scostandosi dal puro colore e scivolando nelle atmosfere che spontaneamente ci si immagina a partire dai due (secondo la proporzione bianco : nero = chiaro : scuro) avremo infine

chiaro : scuro = nord (ma anche ovest) : sud (e anche est)

A questo punto è facilmente riscontrabile che nelle descrizioni delle città del nord appaiano termini come "candore"7, "chiaro"8 (riferimenti alla luce, alla luminosità) e in quelle del sud (e dell'est) "nubi"9, "notte"10 (riferimenti all'oscurità e al buio).

Esplicativo, nell'opposizione tra i due punti cardinali in concomitanza ai due colori, il periodo di pagina 26: "Ve ne sono due, sì, due dei; il Nettuno bianco e il Nettuno Nero, vale a dire il Dio del nord e quello del sud; ed era il nero che parlava così protendendo di sopra al vasto mondo, verso il collega bianco, le sua braccia cariche d'alghe".

Detto ciò si può rilevare che le stesse caratteristiche fisiche degli abitanti del nord e dei personaggi descritti come positivi assumono tratti chiari (i "fanciulli albini" delle città benedette11, i"baffi bianchi" del buon padre del figliol prodigo12, la sua "barba bianca"13, i "guerrieri bianchi"14 che schiacciano i malvagi ecc.).

Ugualmente oggetti e cose sono di color bianco se portatori di significato benevolo (si pensi ancora alla parabola del figliol prodigo: la strada che egli attraversa per giungere dal padre,la strada, quindi, del ritorno e del perdono, è una "strada bianca"15) e viceversa si dipingono metaforicamente di nero se detentori di senso negativo (le file dei trafficanti sifilitici sono "file nere"16, le rondini che fondevano l'aria cacciando gridi stridenti si muovono in "lunghi tratti neri"17).

Per finire si può evidenziare come l'uso del bianco (e del concetto di luminosità) sia relativo anche ai momenti in cui De Chirico descrive luoghi in termini quasi astratti e facilmente collocabili all'interno dei suoi quadri (ovvero quando parla di forme geometriche, di templi, di statue... di tutti quegli elementi che sono la colonna portante della sua pittura metafisica e che appunto vengono caratterizzati come bianchi: "templi severi tutti bianchi sulle rocce sacre"18, "palestre intarsiate di rettangoli, quadrati e trapezi bianchi"19, "ovunque scritte fatte con lettere fiammeggianti"20, "la felicità ha i suoi diritti, ecco ciò che in lettere luminose si vedeva scritto sulla porta principale").
A tal proposito si fa chiarificatore il passo di un suo saggio in cui afferma: "è la stessa tranquillità ed insensata bellezza della materia che mi appare «metafisica» e tanto più metafisici mi appaiono quegli oggetti che per chiarezza di colore ed esattezza di misure sono agli antipodi di ogni confusione e di ogni nebulosità"21; testimonianza che come una dichiarazione d'intenti delinea i tratti principali della sua pittura metafisica: solida, inquadrata, geometrica, nitida e fatta di contorni, lontana dalla nebulosità e dall'indefinitezza impressionista.

ALTRI COLORI

Per quanto concerne la presenza di altri colori si può riscontrare soprattutto l'utilizzo del rosa come portatore di significato positivo (il rosa è il colore che assumono le statue nel loro divenire uomini), e del grigio e del viola come colori a connotazione negativa (accompagnano per lo più le nubi, portano oscurità, ecc.).
Lo stesso termine "colore" diventa spesso indipendente ("colore del terreno"22, "colore dell'ispirazione"23) a testimonianza di quanto questo fattore sia fondamentale e di gran interesse per l'autore (e diretta conseguenza del fatto che egli stesso cercasse sempre nuove combinazioni con nuovi colori come dichiara tra le pagine del Piccolo trattato di tecnica pittorica). Equivalente il fatto che l'uso di più colori, la policromia presente in alcune parti, non consti di tratti negativi bensì sia relativa a momenti di gioia.

Riscontrando un parallelismo tra scrittura e pittura, seguono dei dipinti che, analizzati dal punto di vista cromatico, rimandano a uguali effetti e percezioni acquisibili durante la lettura.

Note
  1. Giorgio De Chirico, Hebdòmeros, Abscondita, Milano, 2003, p. 29. torna al rimando a questa nota
  2. Giorgio De Chirico, op.cit., p. 34. torna al rimando a questa nota
  3. Ivi, p. 35. torna al rimando a questa nota
  4. Ivi, p. 35. torna al rimando a questa nota
  5. Ivi, p. 41. torna al rimando a questa nota
  6. Ivi, p. 57. torna al rimando a questa nota
  7. Ivi, p. 27. torna al rimando a questa nota
  8. Ivi, p. 74. torna al rimando a questa nota
  9. Ivi, p. 74. torna al rimando a questa nota
  10. Ivi, p. 88. torna al rimando a questa nota
  11. Ivi, p. 75. torna al rimando a questa nota
  12. Ivi, p. 79. torna al rimando a questa nota
  13. Ivi, p. 80. torna al rimando a questa nota
  14. Ivi, p. 88. torna al rimando a questa nota
  15. Ivi, p. 80. torna al rimando a questa nota
  16. Ivi, p. 47. torna al rimando a questa nota
  17. Ivi, p. 80. torna al rimando a questa nota
  18. Ivi, p. 43. torna al rimando a questa nota
  19. Ivi, p. 45. torna al rimando a questa nota
  20. Ivi, p. 58. torna al rimando a questa nota
  21. Giorgio De Chirico, "Noi metafisici...", in Il meccanismo del pensiero, Einaudi, Torino, 1985, p. 70. torna al rimando a questa nota
  22. Giorgio De Chirico, Hebdòmeros, op. cit., p. 111. torna al rimando a questa nota
  23. Ivi, p. 114. torna al rimando a questa nota
Home | Curriculum | Corsi | Attività | Saggi | Articoli | Testi | Interviste | Traduzioni | Contatti | Mappa Sito Torna indietro Versione stampabile Torna alla pagina principale Torna in alto
©2005- Paolo Fabbri. Tutti i diritti riservati. Web: www.paolofabbri.it · E-mail: info@paolofabbri.it Realizzazione sito: Manuel Semprini