Salienza e pregnanza


Aracne Editrice, Roma, 2014.


René Thom
Salienza e pregnanza
Nota introduttiva di Paolo Fabbri

Salienza e pregnanza«Il problema importante – almeno in materia di filosofia del linguaggio – non è la verità […], bensì l’accettabilità semantica, che definisce il mondo dei “possibili”, il quale a sua volta contiene il sottoinsieme (eminentemente variabile) del reale. Non si cercherà di fondare la geometria nella logica, ma piuttosto si guarderà la logica come un’attività derivata (e soprattutto secondaria nella storia dello spirito umano), ovvero come una retorica. In questo caso, però, non si cercherà di persuadere, ma di suscitare delle rappresentazioni e di comprendere così l’intelligibilità del mondo […]. Si ottiene così lo schema molto generale di un mondo fatto di salienze e di pregnanze: le salienze, oggetti impenetrabili l’uno nell’altro (molto spesso: gli individui), le pregnanze, qualità occulte, virtù efficaci, che emanano delle forme come una sorgente luminosa emette fotoni, forme che investono altre forme salienti e vi producono effetti visibili (effetti figurativi)» (René Thom).

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