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Baskerville, Bologna, 2010, pp. 176.

Michele Cogo
Fenomenologia di Umberto Eco
Indagine sulle origini di un mito intellettuale contemporaneo
Introduzione di Paolo Fabbri

Fenomenologia di Umberto Eco Come mai Umberto Eco è diventato per tutti un mito intellettuale, l'incarnazione stessa della Cultura?
Ha certamente scritto saggi e romanzi importanti e di largo successo mondiale, ma è sufficiente questo per diventare un mito?
Com'è iniziata la sua storia?

Umberto Eco non è un code breaker. Non ha forse realizzato delle innovazioni teoriche salienti, anche se Opera aperta resta un riferimento per l'estetica. Il suo ruolo è stato invece decisivo per operare dei veri e propri movimenti tettonici all'interno della cultura italiana e internazionale. Non rotture epistemologiche quindi, ma pieghe, inflessioni e spostamenti d'accento che hanno modificato le gerarchie e riscritto i criteri tradizionali di dominanza culturale. Senza Eco questo spostamento non sarebbe avvenuto, o sarebbe avvenuto molto più tardi e in maniera diversa.
Questo libro ci riporta all'esordio (dal 1958 al 1964) dell'intellettuale italiano vivente più conosciuto del pianeta, o se si preferisce dell'intellettuale planetario più conosciuto in Italia. Poiché la fama semplifica, la fisiognomica della celebrità conduce alla caricatura: Eco è l'uomo che sapeva troppo, il dotto enciclopedico che ha anticipato l'avvento di Google e Wikipedia.
In maniera obliqua, il libro di Michele Cogo è un contributo alla conoscenza di un periodo culturale che non ha ancora finito di dire quello che ha da dire. È un tentativo metodico d'introdurre rapporti concettuali all'interno di un genere stantio, quello biografico, che ne esce rinnovato. Capacità narrativa, assenza di piaggeria e molta minuzia di dati: insomma qualcosa di profondamente diverso dalle comuni biografie che agitano con sommesso rumore le catene del ghost writer.
Siamo in un'epoca revisionista: torniamo indietro a passo di gambero. Ma così facendo incappiamo nei fatti di spalle. Grande merito di questo libro è che ci aiuta a voltarci e a guardare di fronte il suo oggetto: la mitogonia di Umberto Eco.
(Dall'Introduzione di Paolo Fabbri)
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