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Articolo di Cosimo Caputo, Il Manifesto, 23 Maggio 2006.

Animali umani dentro la rete globale dei segni (2006)

Secondo la teoria delle catastrofi elaborata dal matematico francese René Thom ogni esistenza è l'espressione di un conflitto tra l'effetto erosivo della durata e un principio astratto di permanenza che ne garantisce la stabilità. Fluenza e conservazione caratterizzano dunque i processi della vita: ogni forma è un terzo fra due poli opposti e in quanto tale è un segno. Ecco allora che nel continuo del divenire emergono elementi di discontinuità, piegature. E appunto alla Morfologia del semiotico si richiama il titolo di una raccolta di saggi di Thom uscita di recente a cura di Paolo Fabbri, per Meltemi (pp. 168, euro 16), che rappresenta una occasione preziosa per indagare l'evolversi della teoria del matematico francese sull'origine biologica dei linguaggi e dei comportamenti significativi degli uomini e degli animali che proprio da questa nozione dinamica di forma prende origine. Autore fra l'alto di un saggio pubblicato nel 1973 (e presente nella raccolta di Meltemi), "Dall'icona al simbolo", che è considerato come un classico del pensiero semiotico, Thom definisce come "salienze" quelle discontinuità che si delineano su uno sfondo indifferenziato in seguito a stimoli sensoriali inattesi e improvvisi (come il tintinnio di una campanella o un raggio di luce) ma che hanno scarsi effetti a lungo termine sul comportamento neurofisiologico del soggetto. Al contrario, altri stimoli (per esempio le forme delle prede, dei predatori, dei partner sessuali) generano reazioni immediate che si traducono in trasformazioni profonde dell'organismo e in un comportamento specifico (attrazione o repulsione). Si tratta in questo caso - per usare il termine utilizzato dal matematico francese - di discontinuità "pregnanti", o "pregnanze". Ora, se nell'animale non umano vi sono poche pregnanze, provviste però di una notevole capacità di propagazione e diffusione, nell'animale umano viceversa assistiamo a una proliferazione quasi illimitata delle pregnanze, ma con una capacità di propagazione estremamente limitata. "Naturalmente - afferma Thom - le grandi pregnanze regolatrici della biologia (alimentazione, sessualità) non scompaiono dallo psichismo umano ma vi si manifestano soltanto in un ambiente ormonale favorevole e attraverso l'attrezzatura simbolica del linguaggio". È insomma il linguaggio - in quanto capacità astrattiva che distacca dal contatto diretto e usurante con il mondo - a fare la differenza tra il mondo della vita umana e il mondo della vita non umana. Il progetto scientifico di Thom disegna così una semiofisica, vale a dire una teoria che mette in evidenza l'esistenza di una semiosi naturale in cui ha le sue radici la semiosi umana. Nella rete globale dei segni si intrecciano allora la natura e la cultura, il vivente umano e il vivente non umano, l'organico e l'inorganico. In questo modo la posizione di Thom rompe con un certo strutturalismo incline al formalismo per proporre invece un pensiero strutturale che alla logica dell'esclusione contrappone la logica della partecipazione, dell'ibridazione e dell'intreccio.
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