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Articolo di Anna Li Vigni, Il Sole 24 Ore, supplemento "Domenica", n. 327, 28 Novembre 2010.

Come funziona un'opera d'arte? (2010)

Per Nelson Goodman l'essenza del fare artistico sta nel costruire (e incorniciare) versioni corrette del mondo

Il benemerito professor Rompiglioni viene convocato su Marte per studiarne il sistema accademico. Nel suo referto leggiamo che «quasi tutti i corsi dell'università locale sono orientati sulle discipline artistiche. L'università finanzia compagnie di mimi e ballerini e il corpo docente è formato da compositori, pittori, scultori, poeti». Alla scienza spetta un ruolo marginale, e gli unici corsi scientifici attivi sono la chimica dei pigmenti pittorici e l'ottica fotografica. L'ironica parabola marziana viene raccontata dal filosofo analitico americano Nelson Goodman nel suo Arte in teoria, arte in azione, oggi tradotto da Nicoletta Poo. Si tratta di un pamphlet composto nel 1984, ma che risulta di grande attualità, come spiega Paolo Fabbri nella sua brillante prefazione incentrata sulla semiotica "globale" goodmaniana. I sistemi accademici marziano e americano sono presentati l'uno come il rovescio dell'altro. Entrambi si fondano su un pericoloso pregiudizio culturale: la separazione, anzi la dicotomia, tra cognitivo ed emotivo, tra scienza e arte, ritenuti atteggiamenti culturali inconciliabili fra loro. Finché l'arte verrà considerata mera attività di svago, finché non le sarà riconosciuto alcun valore cognitivo, fìnché essa non verrà utilizzata quale strumento di formazione dei giovani, molti dei sistemi culturali occidentali continueranno a fondarsi su una grande ipocrisia: fingere di essere sensibili all'arte, ma ritenere che essa in fondo non serva a nulla. Finché i fruitori d'opere d'arte non saranno formati alla comprensione di esse, bensì solo spinti a ricercarvi un non ben definito "godimento estetico", allora i musei non potranno essere considerati altro se non penitenziari o case di piacere.
Goodman invita a una rivoluzione culturale, che parta proprio dalla formazione nelle scuole e nelle università. Una direzione esattamente contraria a quella in atto nella scuola italiana, dove lo studio dell'arte è fortemente penalizzato. L'attuale cultura si basa sulla preferenza di contenuti espressi dal linguaggio verbale: ma «l'educazione non può essere solo verbale. La comprensione di un dipinto richiede il riconoscimento di proprietà visive e l'apprendimento dei metodi mediante cui osservare. Si tratta di processi cognitivi importanti quanto la comprensione di un teorema matematico».
In Arte in teoria v'è una ripresa di alcuni concetti c1assici del pensatore analitico americano: la scienza e l'arte considerate quali sistemi simbolici attraverso cui è possibile "fare mondi"; la critica al concetto essenzialista di "realismo". Secondo Goodman, infatti, non esiste il mondo reale al di fuori di noi: esistono solo versioni corrette del mondo, esiste cioè una "pluralità di mondi" in conflitto tra loro. E ai mondi fittizi, costruiti dall'arte, va riconosciuta la stessa dignità d'esistenza attribuita ai mondi edificati dalla scienza. Goodman introduce, fra l'altro, il concetto estetico di implementazione, non presente ne I linguaggi dell'arte. A differenza dell'esecuzione, che consiste nell'effettiva realizzazione di un'opera, l'implementazione consiste nell'allestimento di un insieme di apparati - cornici, illuminazione, piedistalli, eccetera - utile ad "attivare" l'opera, che altrimenti resterebbe "muta". L'implementazione svolge un ruolo fondamentale nel funzionamento dell'arte.
Vi sono casi di opere vere e proprie che non funzionano - ad esempio un quadro mal illuminato che lascia indifferente chi lo osserva - e altri casi di non-opere che invece funzionano artisticamente, ad esempio le pietre del deserto installate da Richard Long in un museo. Bisogna dunque chiedersi non che cosa è l'arte, bensì quando qualcosa funziona come arte. Allora chiediamocelo. Quando funziona un'opera d'arte? Quando, acuendo il nostro sguardo e la nostra mente, essa contribuisce, una volta fuori dal museo, a «migliorare la comprensione dei mondi in cui viviamo».

Nelson Goodman, «Arte in teoria, arte in azione», prefazione di P. Fabbri, traduzione N. Poo, et.al / Edizioni, pagg. 100, € 18,00.
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