Semiotica online

Gli esperti: Legittimità, Estensione, Comunicazione

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Da: “Idee”, Il Sole 24 Ore, 6 settembre 2018.


I problemi sono quesititi da trasformare in proposte. Umberto Eco ci ha lasciato con un quesito spinoso: perché nel rizoma dei newmedia tutti si comportano come esperti di tutto – “come fossero premi Nobel”? Un proposito che ha suscitato reazioni contrastanti, – accuse “populiste” di elitismo, valori scientifici oltraggiati, ecc. – e le cui implicazioni vanno oltre l’allarme mediatico. Segnalano la fine della priorità degli intellettuali e degli accademici nella definizione della cultura e l’avvento degli Esperti, figure tecno-scientifiche con decisive competenze economiche e politiche. Un’elite che incide sulla formazione del consenso nelle democrazie liberali, creando ineguaglianze nelle regole di cittadinanza e alterando la neutralità dello stato, che dipende dallo status privilegiato degli scienziati ed esperti e li finanzia. Una condizione profondamente mutata dagli anni Sessanta per gli effetti indesiderati e talora devastanti delle attività tecnoscientifiche e la perdita di fiducia nella loro Legittimità, quando operano non nei rarefatti mondi cosmici o subatomici, ma in quelli complicati delle collettività viventi, umane e non umane (v. il cancro e il tabacco). Queste rivendicano il diritto alle proprie competenze esperte – come ad es. i degenti di malattie croniche – e di lanciare allarmi e denunce. Fino al subbuglio (v. i vaccini, i modelli econometrici, gli OGM, ecc.) provocato dai conflitti tra gli esperti e dai fake, dalla mutazione delle tecnologie (v. sistemi Esperti ) e dall’accesso generalizzato a conoscenze prima secretate (v. Climagate). Per rispondere propositivamente ad Eco, dopo la mutazione di Legittimità si impone un cambiamento di Estensione e di riclassificazione dell’Expertise: generalizzata e specifica; esplicita e tacita; interattiva e innovativa. Oltre alla meta-expertise – la competenza di scegliere i competenti – e al ruolo essenziale del linguaggio. La distinzione tra le argomentazioni interne al paradigma esperto (controversie) e quelle rivolte alla comunità (campagne) è decisiva per le modalità della comunicazione delle tecnoscienze (stampa, TV) e sui limiti che la forma di vita scientifica pone all’accesso dei “Nobel- fai-da-Sé”.

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Di Paolo Fabbri
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Paolo Fabbri

Paolo Fabbri è un semiologo italiano i cui studi spaziano in vari ambiti legati al linguaggio, alla comunicazione, ai segni, alle arti.

Attualmente, dirige il CiSS (Centro Internazionale di Scienze Semiotiche) dell'Università di Urbino e insegna Semiotica dell'Arte al Master of Arts presso la LUISS (Libera Università Internazionale di Studi Sociali) di Roma.

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