Da Parigi al “Mistero”


A cura di Barbara Bastianelli, Il Ponte, n. 40, a. XX, 12/11/1995, p. 17.


Intervista al neo direttore del Mystfest Paolo Fabbri, affiancato dall’editore Mario Guaraldi.
Per la prossima edizione novità all’insegna della multimedialità; fumetti, sfilate di moda e aste di pellicole introvabili

Il Mystfest 96, giunto alla diciassettesima edizione, da quest’anno cambia abito, ma soprattutto indossa la maschera e diventa internazionale e multimediale.
L’ideatore di questi cambiamenti è Paolo Fabbri, semiologo riminese che subentra nell’incarico di curatore del Festival al prof. Gian Piero Brunetta che lascia la direzione del Mystfest dopo cinque anni.
Fabbri, che è professore universitario presso il Dams di Bologna e fino ad aprile direttore dell’Istituto per la cultura italiana a Parigi, sarà affiancato in questa nuova avventura dall’amico ed editore riminese Mario Guaraldi. Protagonista resta il mistero, ma con un tocco di novità: dai fumetti alle sfilate di moda, alle aste per recuperare inedite pellicole e gialli introvabili, fino alla cucina “gialla” delle ricette firmate Maigret o Nero Wolf e realizzate ai fornelli dal poeta Nanni Balestrini.
Ma quali sono i cambiamenti più evidenti rispetto alle edizioni firmate Brunetta?
“A Mystfest ‘96 ci sarà un allargamento dei linguaggi e delle personalità – ci spiega Paolo Fabbri -. Oltre all’aspetto cinematografico, che resterà comunque l’aspetto principale della rassegna, porteremo alla luce altri linguaggi, come la Tv, il fumetto, il libro, sempre legati al mistero e al giallo.
Ci sarà inoltre un allargamento dei temi. Mi piacerebbe far entrare, per esempio, non solo il mistero concepito come il genere giallo, ma anche quello scientifico, oppure i segreti del pettegolezzo”.
Lei parlava anche di un allargamento di personalità, si riferiva al comitato che sceglie i film?
“Esattamente. Hanno già accettato il nostro invito diversi personaggi e faranno parte del comitato consultivo. Abbiamo contattato anche Umberto Eco, ci farebbe piacere averlo nel comitato e ci auguriamo che la sua risposta sia positiva”.
Quale sarà il tema di questa nuova edizione?
“spero quello dedicato all’Uomo mascherato, un tema che offre grandi possibilità di riflessione. Da Fantomas al ladro gentiluomo Arsenio Lupin, da Zorro a Mandrake: un filone pressoché inesauribile di personaggi in maschera”.
E la donna mascherata, no?
“Certo, potrebbe venir fuori il tema del trucco e della moda.
Il Mystfest quest’anno offrirà la possibilità di vedere anche sfilate: una sarà dedicata a Eva Kant, la compagna di Diabolik.
Le maschere esprimono tanti aspetti della vita e tutta la nuova struttura del festival cercherà in maniera multimediale di descrivere questo tema.
La nostra società vive di mascheramento. La maschera più diffusa è la normalità, chi vive mascherato tutto l’anno, poi, si traveste da persona normale e sceglie la banalità”.
Per parafrasare un titolo di una pellicola, “quel che resta del… cinema al Mystfest”?
“Mi rendo conto che per molti può apparire incoerente la mia presenza, visto che non sono proprio uno specialista di cinema, ma prima di accettare ho studiato a fondo il programma degli anni passati e mi è sembrato un ottimo lavoro. Brunetta su questo terreno è imbattibile. Proprio per questo sarà nostro dovere affrontare il tema scelto sotto vari aspetti e quindi non solo cinematografici”.
Allora poco cinema?
“No, non ho detto questo. Abbiamo pensato che, visto che ci sono ben quattro festival di cinema solo nella provincia di Rimini, c’era bisogno di qualche innovazione”.
Cosa si aspetta dal Mystfest?
“A Parigi ho svolto l’incarico di direttore dell’Istituto Culturale Italiano, e ho avuto la possibilità di diffondere la nostra cultura e allargare la rete di amicizie per scambi culturali importanti.
Ho avuto, però, a che fare per molto tempo con i misteri dei ministeri e i segreti delle segreterie. Quindi, per un po’, vorrei occuparmi di altri segreti e di altri misteri”.

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