Macchina di visione. Futuristi in Biennale

Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia (LISAV) – Università IUAV di Venezia
in collaborazione con
La Biennale di Venezia – Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC)
Futurismo 1909/2009 – Comitato Nazionale per le Celebrazioni del centenario del Manifesto futurista

Teatro Piccolo dell’Arsenale
Venezia

3 Luglio 2009
a cura di Paolo Fabbri

In occasione della 53. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia

La storia del Futurismo alla Biennale di Venezia non è mai stata scritta. Macchina di Visione. Futuristi in Biennale è un progetto che esplora i meccanismi di regia della Biennale di Venezia attraverso un’analisi diacronica della partecipazione di artisti, idee e opere futuriste al Salone Internazionale. In occasione della 53. Mostra d’Arte, nel centenario del primo Manifesto, la Biennale coglie l’opportunità di presentarsi come ente che ha progressivamente costruito la fortuna critica del movimento. Un lungo excursus, dal 1910 al 1995, svela il ruolo giocato nell’accoglienza, nella sollecitazione e nella promozione del pensiero originale e della multiforme attività artistica dei futuristi. Macchina di visione ricostruisce, con l’occhio semiotico del contemporaneo, gli estremi di un dialogo ora polemico ora conciliante, comunque cruciale per comprendere i valori e i gusti di un periodo della nostra storia.
Tre tempi e tre dispositivi di scoperta e di comunicazione lo riportano alla luce: i) una mostra, curata da Tiziana Migliore e l’ASAC, che ha aperto il 7 giugno a Ca’ Giustinian, nella rinnovata sede istituzionale della Biennale: un giacimento di lettere, prefazioni ai cataloghi, manifesti, fotografie, filmati, nastri audio; ii) uno studio-catalogo, a cura di Tiziana Migliore e Beatrice Buscaroli e pubblicato da Marsilio, per raccontare, sul filo dei documenti, il complesso rapporto politico e culturale tra i futuristi e gli esponenti dell’Istituzione; iii) un convegno, diretto da Paolo Fabbri al Teatro Piccolo dell’Arsenale di Venezia, il 3 luglio, per ricostruire criticamente il senso politico ed estetico dell’impegno futurista a Venezia.
Il convegno si propone una giornata di conversazione-dibattito tra noti specialisti e giovani ricercatori circa il retaggio di posizioni e di attività dei Futuristi a Venezia. È noto che il Futurismo ha inteso rispondere alla sfida della modernità con la creazione di nuovi linguaggi e rinnovate forme di vita. Quanto alle attività artistiche, il movimento futurista non ha sovvertito la gerarchia delle arti senza proporre inedite modalità di azione e comunicazione. Non si è limitato alla liquidazione estetica – l’antigrazioso, l’inarmonico, ecc. – ma ha proposto allo spettatore una nuova collocazione rispetto alle opere e un nuovo contratto percettivo, sensibile, emotivo.
Il convegno si interrogherà sul modo in cui l’energia operativa del movimento prima, poi la sua memoria artistica si sono incontrate e spesso scontrate con i dispositivi istituzionali, in particolare quello della Biennale d’Arte di Venezia.
Valendosi di testi finora poco frequentati ed esplorati, il convegno estenderà poi la sua riflessione alla relazione tenace quanto ambivalente che lega Marinetti e l’avanguardia futurista a Venezia, prima “passatista” poi “futurizzata”.
Non è esatto, come si pretende, che sul Futurismo non ci sia più nulla da dire. La mostra – e la pubblicazione dello studio-catalogo che documenterà la presenza di Marinetti e di altri futuristi alle diverse Biennali d’Arte – costituisce una valida base di informazione a supporto di una riflessione critica.

PROGRAMMA

ore 9
Saluti inaugurali e introduzione ai lavori

Paolo Baratta (presidente della Biennale)
Walter Pedullà (Presidente Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Manifesto futurista)

ore 9:30
modera Patrizia Magli (IUAV, Istituto Universitario Architettura, Venezia)

Paolo Fabbri (IUAV)
Grammatiche futuriste: ipotizzare il periodo
Walter Pedullà (Presidente Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Manifesto futurista)
Le dieci parole che sconvolsero il mondo e le arti del Novecento
Luigi Ballerini (UCLA, University of California, Los Angeles)
Da terraferma a isole in collaborazione col caso: Venezia per Marinetti

ore 11
Coffee break

ore 11:30
modera Paolo Fabbri (IUAV)

Philippe Daverio (Università di Palermo)
Anarchici allo sbaraglio
Giovanni Bianchi (Università Ca’ Foscari di Venezia)
I Futuristi a Venezia, da Ca’ Pesaro alla Biennale
e un intervento registrato di Jeffrey Schnapp (Stanford University)

ore 13
Pausa pranzo

ore 15,30
modera Walter Pedullà (Presidente Comitato Nazionale per le Celebrazioni del Manifesto futurista)

Renato Barilli (Università di Bologna)
I Futuristi pro e contro Venezia
Paolo Valesio (Columbia University, New York)
La ‘Venezia salvata’ di F. T. Marinetti
Francesca Polacci (Università di Siena)
Declamar con i caratteri. “Simultaneità liriche” in Biennale

ore 16:30
Coffee Break

ore 17
modera Tiziana Migliore (IUAV)

Guido Bartorelli (Università di Padova)
Depero, Balla, Dottori e il “quadro pubblicitario”. Un tema emergente nella pittura futurista alla Biennale del 1926
Beatrice Buscaroli (Università di Bologna-Ravenna)
Bologna Venezia: passatismi e visioni

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