Quelques Riens pour Rossini

Les Rencontres Rossiniennes 2012

Galleria Franca Mancini
Associazione Teatro degli Artisti

In collaborazione con
Comune di Pesaro
Provincia di Pesaro e Urbino

Con il contributo di
Assessorato alla Cultura della Regione Marche
Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro

Corso XI Settembre, 254
Pesaro

8 Agosto – 31 Ottobre 2012

Tullio Pericoli
Quelques Riens pour Rossini
Mostra a cura di Franca Mancini

Vernissage Mercoledì 8 Agosto, ore 11.00

Alla conferenza di inaugurazione interverranno Bruno Cagli, Philippe Daverio, Paolo Fabbri e Tullio Pericoli.
Seguirà una performance live in rielaborazione elettronica della sinfonia de Il Turco in Italia, composta dal dj e produttore Lucy (Stroboscopic Artefacts), a cura di Cornelia Mattiacci.

Orari mostra: 10.00 – 13.00 / 16.30 – 19.30
Durante il Rossini Opera Festival la galleria sarà aperta anche domenica e lunedì pomeriggio

Quest’anno la tradizionale mostra che Franca Mancini organizza nella sua galleria e che affianca il ROF con fantasiose “variazioni su temi rossiniani” è affidata a Tullio Pericoli. In particolare, col titolo Quelques Riens pour Rossini che ricalca i Quelques Riens pour Album dei Péchès de vieillesse, si rifà alle scene e costumi per un suo Turco in Italia realizzato nel 2002 all’Opernhaus di Zurigo con la direzione di Franz Welser-Möst, un cast comprendente Cecilia Bartoli e Ruggero Raimondi e la regia di Cesare Lievi: un’edizione che ha goduto di particolare fama, anche proprio per la mano di Pericoli che, dopo un Elisir d’amore, tornava alla scena lirica con un’opera impegnativa e come poche adatta a stimolare la fantasia di un pittore-scenografo. Delle quattro grandi opere buffe che costituiscono (insieme con la trilogia italiana di Mozart-Da Ponte) il vertice della storia e della fortuna dell’opera buffa, il Turco è stato (a fronte dell’Italiana in Algeri, del Barbiere di Siviglia e de La Cenerentola) il titolo più controverso, meno accettato all’epoca. Per le stesse ragioni che lo rendono oggi, come ben sappiamo, il più “moderno”, il più vicino alla sensibilità dei nostri giorni. Il pretesto drammaturgico è quello del “teatro nel teatro” con una specie di pirandellismo ante litteram. Occorre che il povero poeta protagonista produca un dramma buffo per il quale “non trova l’argomento”. Ma l’argomento sarà il gioco sottile di scambi all’interno di una vicenda, quella eterna degli innamorati, che al termine ritornerà esattamente al punto di partenza con il Turco che risale sulla nave che lo aveva portato all’avventura italica vanificata nel puntuale svolgersi e rivolgersi dell’azione. Tutto torna all’incipit, metafora della vanità non delle vicende sceniche, ma della vita stessa. Difficile immaginare una trama che possa meglio ispirare la penna di un disegnatore della finezza di Pericoli. I personaggi scaturiti dalla sua mano sono lievi, simbolici e danzanti (si veda, ad esempio, la scena sesta dell’atto primo) sotto fantasiosi suggerimenti pittorici e allusivi del mare, della barca, delle vele. Il viaggio al quadrato dunque. E i costumi (si vedano quelli deliziosi di Fiorilla) mirano non all’essere, che non si potrà mai evidenziare in toto nella fantasia e fantasmagoria di una vicenda che è e non è, ma all’apparire, all’epifania del gioco scenico che non approderà a soluzione.
Rossini (quello vero e in carne ed ossa se mai qualcuno lo poté afferrare), si sa, fu tra i più ritratti, dato l’immenso successo di cui godette: dalle prime immagini fino alle foto di Nadar è un percorso lunghissimo nel quale trionfa la stessa capacità del Rossini che scrive le sue innumerevoli lettere e che allude, non si confida, non si rivela. Tutte queste immagini sono state per Tullio Pericoli di riferimento per presentare una sua personale serie di ritratti, appositamente prodotti per la mostra nella Galleria Mancini, in occasione del 220esimo compleanno del compositore. Ritratti a olio e disegni a china, acquarello e matita, come personale interpretazione della fisionomia di Rossini, contagiata dai ritmi, i movimenti, le atmosfere della sua musica. Anche qui dunque è tutto un gioco, quello stesso del teatro e della vita e del teatro che della vita è sunto e allusione. Giocata e perfida allo stesso tempo.

Per informazioni:
Galleria Franca Mancini
Corso XI Settembre, 254 – 61121 Pesaro – Italy
tel 0721.65090 fax 0721.35553
e-mail: info@galleriamancini.it

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