Digitale è la materia di cui son fatti i sogni


Intervista con Lorella Barlaam, Chiamamicittà, Mercoledì 23 Febbraio 2011.


Intervista a Paolo Fabbri, direttore della Fondazione Fellini
“Rimini nei sogni e negli incubi di Federico Fellini” all’Ebook Lab Italia

All’Ebook Lab Italia, la prima fiera italiana dell’editoria digitale – che porterà a Rimini Fiera dal 3 al 5 marzo le novità di un settore in ebollizione – ci sarà un po’ di Fellini. “Rimini nei sogni e negli incubi di Federico Fellini” (Guaraldi) è il primo di una serie di ebook che la Fondazione Fellini trarrà da “Il libro dei sogni” del grande regista. Che per trent’anni, su suggerimento del suo analista Ernst Bernhard, tracciò al risveglio un diario onirico in “segnacci, appunti affrettati e sgrammaticati”. Un’opera già ipertestuale per complessità di piani, straripante di spunti creativi che adesso, disincarnata, dal web raggiungerà studiosi e appassionati di tutto il mondo. A raccontarla, Paolo Fabbri, direttore della Fondazione Fellini.

Professor Fabbri, come è nato questo ebook?

«È venuto fuori da una semplice constatazione: la Rizzoli ha edito tre edizioni cartacee del “Libro dei sogni” – tra cui il fac simile consegnato quest’anno a Sorrentino in occasione del nostro Premio (che lo aveva quasi terrorizzato con la sua imponenza…) – ma ci siamo resi conto che nel loro contratto non erano compresi i diritti per la riproduzione in formato digitale. E io penso che Fellini debba avere una vita internazionale attraverso le nuove tecnologie, come il sito cui stiamo lavorando con Paolo Rosa di Studio Azzurro, che presenteremo a fine aprile. Chiarita la questione con Rizzoli, per la pubblicazione abbiamo pensato a un editore locale, che per la sua esperienza nel campo dell’ebook non poteva che essere Mario Guaraldi. Ne pubblicheremo una serie, a puntate, un po’ come un feuilleton… il primo naturalmente dedicato ai sogni in cui si parla di Rimini o che rinviano alla città, con testi in italiano e in inglese, come è giusto per un’operazione del genere. E poi abbiamo scoperto che ci sarebbe stato l’Ebook Lab proprio a Rimini, e deciso di presentarlo lì. Per renderne più tangibile la presenza, in Fiera ci sarà una piccola installazione, la “Casa dei sogni”, possibile grazie alla generosità e all’esperienza di Sergio Metalli e degli amici de “Il Sole 24 Ore”. Un padiglione dove si potrà sfogliare l’opera su un touch screen, avvolti dalle immagini di Fellini e della Rimini felliniana.»

“Rimini è sempre altrove”, lei scrive nell’introduzione…

«Oppure è dappertutto… perciò stiamo lavorando per una Fondazione “glocale”.»

Una domanda inevitabile: che piano ha per il futuro della Fondazione?

«Direi che più che piani ho progetti. E nel progettare ci può essere una “via greca”, con un modello rigido da realizzare, o una “via cinese”, che rovescia la tentazione del “piano quinquennale” e agisce nello spirito del web, in maniera strategica e simbiotica costante, cogliendo le occasioni senza rigidità, con fluidità. In una società complessa non bisogna avere un pensiero unico, o un “piano quinquennale” appunto, ma fermezza di principi, sapere cosa si vuole e cercare di averlo, con molta flessibilità adattativa. Che non vuol dire opportunismo.»

Questo il software. E l’hardware, la Casa del Cinema?

«Io parto di rimessa, è l’amministrazione comunale che a breve presenterà il progetto definitivo. Poi ci vorrà un anno per quello europeo, una volta finito si metteranno al lavoro. Insomma, prima di tre anni non se ne parla e per allora avrò terminato il mio mandato…»

Fellini si sarebbe detto contento di finire sul web?

«Risponderei di no. E aggiungerei che Fellini era un gran bugiardo.»

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